Berna Park Hotel

TamTam: Intervista a Luca Segalla

Luca, correva l'anno 2002...
Sì, fu un periodo molto intenso. Avevamo iniziato da poco a suonare dal vivo, e grazie ad un piazzamento ottenuto ad un concorso organizzato dal Centro Stabile di Cultura di San Vito di Leguzzano ci spingemmo fino a Sarajevo, in Bosnia, per suonare. Fu lì che ricevemmo la notizia che la nostra canzone LITTLE POP era stata ammessa alla fase finale del concorso. A dire il vero la canzone non era registrata bene ed avevamo pensato che questo sarebbe stato un grosso limite, ma poi le cose andarono diversamente.
 
Come avete raccolto i voti?
Ci si faceva votare col vostro codice. All'epoca era in vigore una votazione da esprimere via web utilizzando un codice che si poteva reperire sul vostro quotidiano ogni giorno. Il giornale lo trovavo al lavoro tutte le mattine, giravo il codice a tutti i nostri conoscenti via mail e loro facevano altrettanto con i loro (altro che Facebook, ahah). Il secondo round si faceva di sera: io passavo le sere su Napster e Soulseek per trovare live e rarità musicali delle mie bands preferite, e lì ci facevamo votare anche da altri amici a ridosso della mezzanotte così dopo scadeva il codice, conservavamo un minimo un margine e tanti saluti.

Come fu quel periodo per i live?
Facemmo esperienza: era un periodo estivo in cui suonammo parecchio sia in localini, sia su palchi un po' più grandi, in diversi contesti. Imparammo molte cose e conoscemmo tante persone. Anzi devo dire che proprio in occasione di alcune riprese per la compilation di quell'edizione conobbi Federico Pelle dello studio di registrazione TheBasement, col quale nacque una grande amicizia e grazie a lui mi appassionai al mondo della registrazione.
 
Il progetto Berna Park Hotel non è morto, è stato solo... ibernato.
E' solo passato del tempo: la maggior parte di noi ha messo su famiglia, il Gullit ha messo su lo Yourban, altri hanno avuto difficoltà con studi e lavoro e così via. In realtà devo confessare che a momenti alterni ci siamo dati da fare ancora: un paio d'anni fa ci eravamo muniti di altri strumenti (percussioni, banjo, xilofono, contrabbasso etc.) e stavamo avanzando in una dimensione acustica, non amplificata che ci doveva spedire nelle piazze d'Italia ma poi abbiamo avuto qualche problema serio che ci ha fermati. A momenti alterni ci riprendiamo e invitiamo alcuni membri storici e altri nuovi. Alcune volte ci siamo trovati anche con due drummer, e ci siamo divertiti tutti sempre un sacco. Sarebbe bello trovare il tempo per concretizzare questo nostro divertimento. Anzi, se qualcuno volesse divertirsi con noi mi può contattare (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
 
Magari vi rivedremo a Vicenz@NetMusic...
Se non metterete dei limiti d'età potrebbe essere possibile. Noi non siamo una band con data di scadenza o con obiettivi paranoici. Siamo solo un gruppo di amici che parla il linguaggio della musica, e siccome non ci capiamo nemmeno suonando nascono le cose più strampalate. Ci divertiamo un mondo. La questione è che il carattere di ogni persona si riflette nella musica, nel groove, e per noi è apprezzabile il momento in cui ci si esprime. Comunque, posto che all'epoca attraversavamo già una fase di profondo cambiamento, nel caso di un nostro ritorno saremmo molto diversi. O almeno credo.
 
L'errore da evitare come musicisti?
Il peggior errore è la paura di sbagliare. Fate la vostra strada, non accanitevi ma divertitevi. Non c'è nessun guru, la musica è dentro alle persone. Tutti hanno qualcosa da dare.

 

 

 

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