Berna Park Hotel

Il ritorno dell'Uomo Vegetale

Il progetto è di quelli davvero ambiziosi; realizzare, entro il The magician2030, 1000 versioni differenti dello stesso brano, The Vegetable Man, composto da Syd Barret intorno al 1968 poco prima di lasciare i Pink Floyd.
Il progetto è di quelli davvero ambiziosi; realizzare, entro il 2030, 1000 versioni differenti dello stesso brano, The Vegetable Man, composto da Syd Barrett intorno al 1968 poco prima di lasciare i Pink Floyd.
Abbiamo ascoltato il Vol.3 che raccoglie 20 interpretazioni diverse “realizzate” da artisti italiani e stranieri; l’ascolto d’insieme, come spesso capita per una compilation, rischia di risultare schizofrenico, ma in questo caso l’effetto è forse voluto dai promotori del progetto, l’etichetta Oggetti Volanti, che, nella selezione dei brani, accostano generi e sperimentazioni diversissime in omaggio al genio di Barret.
Di buono ci sono da registrare almeno tre interpretazioni; quella degli italiani Berna Park Hotel che presentano un arrangiamento impegnativo, verrebbe da dire “psichedelico”, ma senza formalismi, quindi la suite sperimentale di Alberto Motta che gioca con suoni ed echi prima della chiusura acustica e per finire una versione del brano molto “suonata” degli svedesi In The Lybyrinth.Un po’ deludenti invece la versione dei Larsen Lombrichi, che si perdono nell’uso degli effetti “di genere”, i canadesi Le Monochrome lanciati in esperimenti fini a se stessi e il presuntuoso olandese Jan Van Den Dobbelsteen poco originale e molto noioso.In conclusione, una compilation per amanti del genere (e di Syd Barrett) con qualche spunto interessante ed una chiusura, affidata alla tastierina 8 beat ed alla voce di Dario Antonietti, che rappresenta al meglio lo spirito del progetto.
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