Berna Park Hotel

Deliriock 3 (intervista)

Che strumenti utilizzate per promuovervi come band?
Luca S. - "Non ne abbiamo uno specifico: lo scopo nostro è quello di far conoscere la nostra musica in giro, perciò cerchiamo di farlo in modo che essa possa venire ascoltata dal vivo dove abbiamo la possibilità di arrivare fisicamente. Dove invece non abbiamo la possibilità di arrivare fisicamente arriviamo tramite la rete la quale fornisce la possibilità di mettere online il nostro materiale o comunque di conoscere persone che spesso si rivelano interessate a noi e quindi procediamo a diffondere il nostro materiale. Poi il fatto di essere presenti in modo abbastanza capillare nella rete talvolta ci dà anche la possibilità di partecipare a qualche progetto che ci porta nuova visibilità e così via..."

Qual è il vostro concerto che ricordate con maggior entusiasmo?
Luca S. -"Difficile per me citarne uno su tutti, ma cercherò di essere sintetico.  Sarajevo: la prima volta per noi fuori dall'Italia dove abbiamo avuto il contatto con una realtà molto diversa da quella italiana; Rockando 2003: vista l'enorme affluenza di pubblico; Roma nel 2006: dove ho avuto la possibilità di passare un bel paio di giorni con la formazione attuale e verificarne l'affiatamento con esito estremamente positivo.

Luca G. - "La data più bella è stata all'Hard Rock Cafè di Roma. Roma è stupenda e saper di suonare in un locale come quello con quell'atmosfera è stato fantastico: poi in quella serata aprivamo il concerto e quindi dovevamo essere ancora più tosti e quella sera ci siamo riusciti... davvero bello, ci tornerei giù a piedi di corsa!!"

Quali sono gli artisti che hanno influenzato la vostra formazione nell'adolescenza?
Luca S. - "La mia formazione musicale è passata per una infinità di step, ma ciò che ha dato un forte impulso alla mia formazione musicale è stato il contatto con l'ambiente metal dal quale mi sono poi  progressivamente staccato. I nomi ai quali ero più affezionato erano Iron Maiden, Guns'n'Roses, Metallica e Megadeth. Successivamente hanno avuto un forte impatto su di me Faith No More, Bjork, Jeff Buckley e dEUS fino ad arrivare ad artisti più particolari come Frank Zappa, X-Legged Sally, Mr. Bungle, Zita Swoon e Capt. Beefheart."

Come giudicate il panorama emergente italiano?
Luca S. - "Sicuramente ricco di proposte, un po' meno per quanto riguarda i generi che mi attirano. Comunque nonostante ultimamente gli impegni mi hanno messo un po' fuori dal giro non ho mai avuto difficoltà a trovare proposte interessanti in zona, indice del fatto che c'è anche una bella varietà di tipologie musicali. E' il caso di citare Eterea, Snakioplatz e l'interessante realtà di Industrialien, Sinergìa, Acidhead e East Rodeo. Poi con l'avvento di Myspace ho avuto modo di conoscere altri nomi interessanti come Maniscalco Maldestro, Yugen e altri... ma ci vuole un po' di pazienza perchè quel sito è veramente un caos infernale."

Di cosa trattano i vostri due cd? Sono concept album oppure non seguono un tema di fondo?
Luca S. - "Nessuno dei nostri CD è un concept album ma piuttosto una foto di un determinato periodo. Ci è sempre piaciuto trovare dei nomi che abbiano un significato profondo per noi, a dispetto di come ci presentiamo in maniera spensierata dal vivo. Finora ogni canzone è nata in modo indipendente e non ci siamo mai rifatti ad un tema specifico. La nostra prima opera è stata un po' un contenitore delle proposte che avevamo all'epoca però ci è sempre piaciuta l'idea di legare tutti i pezzi con un titolo comune; ecco il perchè del nome del nostro primo CD: "Movies for your ears", insomma degli "spettacoli per le orecchie" dell'ascoltatore. Il secondo CD invece ha un carattere sicuramente molto più compatto pur nella sua varietà: l'idea infatti era quella di procedere per poi registrare quella che sarebbe stata una release ufficiale. Purtroppo poi si sono sovrapposti numerosi problemi e qualcuno dei nostri ha seguito la sua strada in maniera tutto sommato pacifica e. paradossalmente. proprio questa situazione con la voglia di ripartire ci ha fornito lo spunto per il titolo "A Wonderful time (just forgot the hat)", ovvero il ritratto di un periodo fantastico. Cosa c'entra il cappello" E' l'analogia con il nostro carattere musicale: piuttosto che parlare di persone che se ne vanno ho preferito citare qualcuno che ha perso il cappello... sembra un po' più una svista piuttosto che il solito errore imperdonabile che vien sempre contestato quando qualcuno lascia una band."
2018  Berna Park Hotel   All right reserved