Berna Park Hotel

Radio Gamma 5 (intervista)

eo che ti vol dire... però se tu hai la musica dentro come mi, ti capise la musica lo steso

Speaker: La musica è sentimento

Anna Maria: Madonna, se xe sentimento, ma no sentimento tesoro, ma anca amore. Parchè la musica fa tutto, no so sa me spiego

Speaker: E' quello che spinge noi tutti a suonare

Anna Maria: No, mi la musica me ga sempre piaso. Parchè mi sa son a casa go' sempre la radio verta. Perchè mi se non go' la radio verta me par de esare in sala mortuoria. Radio Gama cinque sai...

Pablos: Viva Venesia, signora, viva Venesia!!

Anna Maria: ...e io sono presente, parchè tanta gente bisogna che capisa quel che faxii. Salo cosa che me piase dea musica? Reghe...

Speaker: Facciamo anche Reggae a Gamma Cinque, penso che anche ai Berna Park Hotel piaccia il reggae…

Anna Maria: In ogni modo, vara fioi (ve digo fioi parchè xe venesian, xe pì simpatico)

Speaker: Qua son da Vicenza però, signora

Pablos: Viva Venesia, signora, anca mì son venessiàn

Anna Maria: Ciamame Anamaria e basta, perchè qua a gama cinque semo tuti in familia qua, però continuate così. Vi auguro che andate in strada più veloce che... come se può dire?

LuçaS: Grazie

Anna Maria: Grazie, ciao, grazie a voi

Speaker: Bene, dove eravamo rimasti?

LuçaS: La musica elettronica, vantaggi e svantaggi?

Speaker: Perfetto bravissimo

LuçaS: La musica elettronica si può intendere anche come un insieme di nuovi strumenti ed è positivo che sia stato aggiunto il contributo di questi nuovi strumenti. L'elettronica poi, in questo momento se ne sente l'ingluenza, sta vivendo il suo periodo di gloria. Per quanto riguarda la strumentazione, anche questa è una cosa molto positiva poichè chi deve registrare in un ambiente casalingo, o comunque farsi il proprio demo...

Speaker: I soldi ce ne vogliono sempre tanti

LuçaS: Ma il rapporto qualità/prezzo è comunque molto migliorato

Speaker: Confronto ad anni addietro c'è una qualità di CD, fatti anche in casa, con una qualità molto buona che può essere anche radiofonica

LuçaS: Infatti c'era qualche proposta da parte di qualche etichetta che poteva essere interessante, a proposito dello sviluppo dei nostri pezzi già registrati. Loro dovevano provvedere alla distribuzione, ci sarebbe richiesto di pagare un po' ma la cosa rappresenta uno scoglio per ora, forse c'è margine di trattativa, vedremo...

Speaker: Purtroppo il tempo stringe, ascoltiamo un altro pezzo dei Mr. bungle. Presentalo Paolo...

Pablos: Questa canzone la dedico a Francesco che so che ascoltando adesso, e forse anche Gip

LuçaS:Ars Moriendi:

ARS MORIENDI (Mr. Bungle)

Speaker: Siamo qui, sempre con i Berna Park Hotel, andiamo avanti... In che posti prediligete di suonare? All'aperto, in club, posti grandi con tanta gente, posti piccoli con pubblico intimo...

LuçaS: Bah, un po' tutto, abbiamo già provato un po' di tutto, abbiamo fatto di spalla ai Meganoidi, c'erano quattromila persone a causa dell'ingresso gratuito; è stata una cosa improvvisata del tipo: alle 18 ci hanno avvertiti e alle 19 eravamo già sul palco a fare il check

Speaker: Com'è andata alla fine?

LuçaS: Benissimo, le robe non organizzate son quelle che riescono meglio

Speaker: Ma vi ha intimorito tutta questa gente?

LuçaS: No, abbiamo iniziato tranquilli a suonare, e poi non c'era nemmeno il tempo di ragionare in un'ora... abbiamo iniziato a suonare e quando abbiamo finito eravamo già lì a rimpiangere di non essere ancora su lì a suonare

Speaker: E invece in posti intimi con la gente intima? Intanto che posti intimi? Centro Stabile di Cultura? Posti come quello? Pub? Centri sociali...

LuçaS: Beh, il Centro Stabile di cultura sicuramente, in un posto così capitano gruppi interessanti e c'è anche un pubblico molto interessato, ci si può sedere; poi dipende dalla serata... c'è un pubblico di un certo tipo...

Speaker: E posti per suonare da voi? C'è un movimento, ci son posti...

LuçaS: E' tutto abbastanza scarso, non c'è molto movimento, a parte i soliti gruppi che propongono qualcosa a sfondo commerciale che fanno la felicità dei locali

Speaker: Non parliamo certo dei gruppi commerciali

Juri: ...che fanno ribrezzo, possono anche essere bravi ma è l'ideologia che...

Speaker: Questo è Jury che interviene... l'ideologia della nostra trasmissione è proprio quella di dare spazio ai gruppi creativi, non trattiamo infatti gruppi cover, ma allora non ci sono posti in provincia di Vicenza?

LuçaS: Che danno spazio alla musica propria pochi sicuramente, ma c'è anche poca gente che ascolta al di fuori di quella che frequenta i locali dedicati.

Speaker: Ma neanche ai festival estivi?

LuçaS: Sì, certo... è sempre un piacere partecipare ai festival estivi

Speaker: Ma ce ne sono?

LuçaS: Sì, ma ci son anche tanti gruppi che suonano e bisogna sempre rapportare le due cose. Chiaramente i tempi sono questi, c'è molta gente che suona, è molto facile prendere in mano una chitarra o quel che è e comprarsi tutto il resto... e comunque di questi tempi c'è sempre tanta gente che suona

Juri: A parte i batteristi

LuçaS: Mah, non è neanche vero...

Speaker: Ascolta, volevo proprio cambiare perchè ho puntato l'occhio sulla prossima canzone che ha un titolo eccezionale, ovvero SURFJAZZ TO THE BLOODY POLYNESIA, ovvero?

LuçaS: Ovvero un'altra canzone dei Bernapark in stile...

Speaker: Ma la traduzione quale è? "Surfjazz" non si traduce, o no?

LuçaS: E' complessa la traduzione. La canzone è un po' Surf e un po' Jazz, c'è sto abbinamento di parole... è un po' sto genere che veniva fuori, è la sensazione abbinata alla canzone. E' una cosa solo di sensazione questa...

Pablos: In verità parla di un uomo che suona del jazz mentre fa surf in Polynesia... ha ha

Speaker: Ha, ha... Questo per capire i testi dei Bernapark...

Pablos: No alla droga!! No alla droga!!

Speaker: E' rivolto a te Luca, eh... è un messaggio che Paolo fa a te!!

LuçaS: Io non mi drogo, non faccio uso di sostanze ed odio profondamente il fumo... evidentemente è il mio cervello che rilascia comunque sostanze da solo...

Speaker: Ah, ah... ok, andiamo dunque ad ascoltarla: SURFJAZZ TO THE BLOODY POLYNESIA, Berna Park Hotel...

Pablos: A Silvia!

SURFJAZZ TO THE BLOODY POLYNESIA (Berna Park Hotel)

Speaker: Il tempo stringe ma abbiamo ancora qualche minuto per parlare coi Berna... nella scheda che avete compilato per partecipare al programma avete scritto una cosa interessante che mi ha incuriosito. Dicevate che la musica che propongono le case discografiche o anche le radio, spesso è abbastanza diversa da quella che vogliono fare quelli che suonano effettivamente, cioè i musicisti... e che comunque certa gente che non è così pigliata con la musica, che ascolta solo quella, certe volte da un gruppo viene un po' spiazzata. Voi avete detto che bisogna mantenere un certo equilibrio, un certo contatto con la musica e col pubblico. Come fate voi a mentenere questo contatto?

LuçaS: Puoi essere più chiaro?

Speaker: Avete detto che non ci deve essere una rottura fra la musica che fanno i musicisti e il pubblico, o sbaglio?

LuçaS: Magari non ricordo il contesto adesso

Speaker: La domanda era... penso che parlasse dei sacrifici che bisogna fare per essere accettati da una casa discografica, cioè non bisogna creare una rottura tra il pubblico che ascolta e la musica che fai, comunque ci deve essere un filo conduttore... ti prendo alla sprovvista, magari lo avevi scritto una sera sotto l'effetto delle sostenza del tuo cervello...

LuçaS: Sicuramente il discorso era incentrato sul fatto che, quando hai un contatto con una casa, hai a che fare con un produttore; e nel processo di produzione ciò ci può anche stare... poi ci son altri casi di altri gruppi che vengono influenzati da altri gruppi che stanno facendo la tendenza di mercato... ecco che le case discografiche, ricercando comunque un prodotto di quel tipo, consigliano a certi gruppi di suonare in funzione di quello che serve a loro. E ci sono alcuni gruppi che decidono di prendere un'altra strada.

Speaker: Voi fino a che punto riuscite a vendervi? No dai, è una parola forte... ma fino a che punto potete cambiare?

LuçaS: Guarda... esprimo brevemente il mio pensiero in merito: il mio lavoro ce l'ho, al di fuori della musica, e difficilmente faccio una cosa che non mi piace. Son già a posto quindi... vivere di musica è impegnativo, difficile e ci son tanti casi in cui...

Speaker: Sì beh, è impegnativa ma sta sempre meglio chi suona piuttosto che uno che lavora dieci ore in fabbrica o no?

LuçaS: Mah, direi che non è così semplice. Io conosco molta gente che ha anche contratti e lavora con artisti a livello nazionale e internazionale.

Speaker: Ma comunque è una passione!

LuçaS: E' sicuramente un dono, perchè se a uno piace... ma un altro discorso è cercare di raggiungere una cosa che non hai la certezza matematica di raggiungere; non è come un lavoro dove firmi un contratto e potresti essere a posto... nella musica ci son contratti di un certo tipo, bisogna sapersi barcamenare e nella maggior parte dei casi non vabene e bisogna essere pronti a questo. Se è per quello, un lavoro già ce l'ho e comunque se devo far musica voglio fare quello che mi piace perchè altrimenti... altre prospettive ne avevo sicuramente perchè suono la fisarmonica da quando son piccolo ed altre strade ne potevo imboccare sicuramente; ma preferisco impiegare il mio tempo in modo diverso

Speaker: Visto che abbiamo inoltrato questo argomento, facciamo una cosa che faccio abitualmente: parlare male di qualche band. Le band più sopravvalutate del music business attuale o passato... band che fanno abbastanza schifo eppure fanno i soldi. A noi piace anche sentire parlar male

Pablos: Io preferisco non commentare

Speaker: Passiamo a Luca

LuçaS: Costruiamo un discorso sui numeri a sto punto

Speaker: Ma anche i nomi eh? Vogliamo i nomi!!

LuçaS: Mah, nomi... uff... toh, a caso... oggi ho visto gli U2 - Secondo me oltre ad un certo fatturato i CD dovrebbero costare di più! E' un ragionamento sovversivo in una radio sovversiva ok? ...e chiaramente devono costare meno i gruppi emergenti

Speaker: In America lo fanno già questo. Le bands già affermate sono a prezzo pieno, mentre le bands emergenti costano meno

Juri: Ma è una legge o un modo di fare?

Speaker: Non lo so, penso sia un modo di fare delle case discografiche. Comunque già è uno scandalo il costo dei CD in Italia, già in Europa ci son posti dove i CD costano già molto meno

LuçaS: Comunque ci piacciono gli U2

Speaker: Ah, è forse l'ultimo corso degli U2 che non vi piace...

LuçaS: Mah, nemmeno lo conosco l'ultimo corso degli U2, non ascolto tanto la radio perchè le cose che si sentono son quelle, ascolto più i telegiornali o piuttosto spengo

Speaker: Passiamo all'ultima band che avete scelto: presenta la canzone

LuçaS: C'è un significato; abbiamo deciso di dedicare questa canzone a tutte le silvie dei Bernapark

Juri: Che son tantissime, ogni volta che conosco una ragazza si chiama Silvia e io non so più come chiamarle nel cellulare

LuçaS: Allora, il nome del gruppo è "Gling-Glò" questa canzone si chiama KATA ROKKAR, è cantata in islandese, è una cover di BUBBI MORTHENS, cantata da Bjork all'interno dei GLING-GLO':

KATA ROKKAR (Gling-Glò)

Speaker: E siamo arrivati in chiusura, purtroppo dobbiamo salutare i Berna Park Hotel...

[saluti e commiato]

Speaker: Presenta un po' la prossima canzone

LuçaS: L'ho scritta durante il periodo del mio servizio militare (che per inciso non volevo fare). Mi portavo il basso in caserma e di domenica mattina mi piazzavo nelle camerate a suonare ed è nata sta canzone

Speaker: La canzone che vi congeda! Presentiamo questa canzone e salutiamo i Berna Park Hotel...     

THREE HUNDRED QUARTERS (Berna Park Hotel)

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